Un libro profetico

Il Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine, un articolo di Don Juan Carlos Casté in Araldi del Vangelo 167 (2017) – aprile 2017, pp. 18-23.

Scoperto nella metà del XIX secolo dopo aver trascorso più di un secolo nascosto, Il Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine ebbe, a partire da allora, larga diffusione nel mondo intero. Pietra miliare della spiritualità di molti Santi moderni, motivo di elogio per i Papi del secolo scorso, esso si trasformò nel “libro da comodino” di un gran numero di devoti della Vergine Madre. Cosa ci insegna quest’opera? Essa ci invita a consacrarci alla Madonna come schiavi d’amore, per poter così appartenere più perfettamente a Nostro Signore Gesù Cristo. E lo fa conciliando un linguaggio focoso e senza pretese con la più profonda delle argomentazioni teologiche. Ma il Trattato è anche, e forse principalmente, un’opera profetica. Esso predice il glorioso trionfo della Vergine Madre e la fondazione di un’era storica che potremmo chiamare Regno di Maria, e prevede il sorgere di anime piene dello spirito di Maria Santissima, di cui Ella si servirà per restaurare la fede, la carità e il vero amore alla Santa Chiesa.

Cosa dissero i Papi?

L’efficacia salvifica della devozione proposta da San Luigi Maria Grignion de Montfort fu riconosciuta, agli albori del XX secolo, da Papa Leone XIII, che beatificò il suo autore e concesse un’indulgenza plenaria a tutti quanti facessero o rinnovassero questa consacrazione a Gesù per Maria il giorno 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione, e il giorno 28 aprile, festa di San Luigi Grignion de Montfort. Anche San Pio X stimava molto il Trattato e in due occasioni confidò che in esso s’ispirava per scrivere l’Enciclica mariana Ad diem illum.1 Il 27 dicembre 1908, concesse “con tutto il cuore e con vivo affetto la benedizione apostolica a tutti coloro che avessero letto il Trattato così mirabilmente scritto dal Beato Montfort”.2 In una lettera al Superiore-Generale della Compagnia di Maria, in occasione del centenario della morte di San Luigi Grignion, Benedetto XV “fece uno speciale elogio al libretto della vera devozione, per la sua ‘soavissima unzione e solidissima dottrina”.3 Pio XI, per mezzo del suo Segretario di Stato, il Cardinale Pacelli, futuro Pio XII, elogio l’edizione tedesca del Trattato della vera devozione e altre opere del loro santo autore. All’inizio del suo discorso sull’allora Beato Luigi de Montfort, nel concedere il decreto per la sua canonizzazione, Pio XII lo compara al “grande Padre e Dottore, San Bernardo di Chiaravalle”.4 San Giovanni Paolo II andò oltre: si consacrò alla Madonna come schiavo secondo il metodo di San Luigi Grignion de Montfort. Elogiò in diverse occasioni il Trattato della vera devozione e fece una speciale menzione al suo autore, trattando dell’autentica spiritualità mariana, nell’Enciclica Redemptoris Mater: “In proposito, mi è caro ricordare, tra i tanti testimoni e maestri di tale spiritualità, la figura di san Luigi Maria Grignion de Montfort, il quale proponeva ai cristiani la consacrazione a Cristo per le mani di Maria, come mezzo efficace per vivere fedelmente gli impegni battesimali”.5

Cristo regnerà nel mondo per mezzo di Maria

Il Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine ci presenta, come abbiamo già detto, l’importanza suprema di Maria Santissima nell’opera della creazione, la sua lotta contro il demonio e il suo ruolo profetico, specialmente nel periodo storico che San Luigi definisce ultimi tempi. Il santo autore chiude l’Introduzione della sua opera chiarendo che “la divina Maria è rimasta sconosciuta finora” e per questo Nostro Signore Gesù Cristo “ancora non è conosciuto come dev’essere”.6 E conclude affermando che la conoscenza e il Regno di Gesù verranno al mondo solo “come conseguenza necessaria della conoscenza e del Regno della Santissima Vergine Maria”,7 poiché come questa Lo trasse al mondo la prima volta, spetta a Lei farLo risplendere nella sua seconda venuta. Audace affermazione, difficile da trovare in altri autori. Secondo la logica del Trattato, questo è destinato a propagare la devozione alla Madonna affinché venga il Regno di Cristo. “Si tratta, pertanto, di un’opera di larga visione e di portata storica molto ampia, che si salda nel desiderio di portare il Regno di Cristo a un mondo che non lo possiede, facendolo precedere in un certo senso dal Regno di Maria Santissima”.8 San Luigi Maria espone il suo fondamento teologico nelle prime pagine del Trattato: “Gesù Cristo è venuto al mondo per mezzo di Maria ed è anche per mezzo di Maria che Egli regnerà nel mondo”.9 Ora, se il Regno di Cristo deve venire al mondo per intermediazione di Maria Santissima, diffondere la devozione a Lei è, in questa prospettiva, “la maggior opera cui un uomo possa aspirare”.10
Pertanto, la devozione insegnata da questo grande Santo è di capitale importanza per l’istituzione del Regno di Cristo. Ecco un altro punto non facile da trovare nei manuali di Mariologia.

Ella è il Paradiso Terrestre del Nuovo Adamo

Sempre nell’Introduzione, il Santo è prodigo di lodi all’augustissima Regina del Cielo. “In unione con i Santi, dico che Maria è il Paradiso Terrestre del Nuovo Adamo, dove Egli Si è incarnato per opera dello Spirito Santo per lì realizzare meraviglie incomprensibili”.11 Ella, è il grande e divino mondo di Dio, la magnificenza dell’Altissimo, dove Egli ha nascosto il suo unico Figlio “e in Lui tutto quanto esiste di più eccellente e prezioso”.12 Dopo aver osservato che gli spiriti mondani ignorano le grandezze della Vergine Maria perché sono indegni e incapaci di conoscerle, Grignion de Montfort pone in evidenza una verità quasi dimenticata ai giorni nostri: “I Santi hanno detto cose mirabili riguardo a questa santissima città di Dio e, come essi stessi riconoscono, non furono mai più eloquenti né felici di quando se ne occuparono”.13 Infatti, una specialissima e intensissima devozione alla Madonna è una caratteristica di tutti i Santi. Più avanti, San Luigi Grignion passa a dimostrare come questa devozione sia necessaria a tutti i battezzati, sia un’esigenza di ogni autentica vita spirituale.

Ruolo della Madonna nell’Incarnazione

Ma egli non si ferma a questo punto. Approfondendo le ragioni teologiche della devozione alla Santissima Vergine, affronta un tema di massima trascendenza: l’Altissimo ha voluto servirsi di Maria nell’Incarnazione; e sostiene che tale devozione si basa sul ruolo centrale che Ella ha svolto in questo evento fondamentale. In effetti, l’incarnazione del Verbo è un episodio culminante della Storia dell’umanità; nel campo degli eventi umani, non vi è nulla che, anche lontanamente, possa essere così importante come questo fatto alquanto sublime: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” (Gv 1,14). Ne consegue che, sul piano divino della creazione e della Redenzione, la Madre di Dio ha il ruolo più importante e fondamentale. Data questa insuperabile posizione della Vergine Maria, San Luigi Grignion tesse considerazioni elevate sul rapporto di Lei con le tre Persone della Santissima Trinità.

Rapporto con la Santissima Trinità

Il Padre Eterno Le comunicò la sua fecondità affinché Lei potesse generare il suo Divino Figlio e tutti i membri del Corpo Mistico di Cristo. Per questo Maria è la Madre di tutti i fedeli nell’ordine della grazia. La cooperazione della Madonna con Dio Figlio avviene per il fatto che Lei formò il suo santissimo Corpo, Lei Lo alimentò e si prese cura di Lui nella sua infanzia. Lei fu un tabernacolo vivente, in cui Gesù Cristo cominciò a glorificare il Padre su questa terra, fin dal primo momento dell’unione ipostatica. Collaborazione con lo Spirito Santo: siccome Maria è veramente la Sposa dello Spirito Santo, la sua partecipazione a questo evento è di una sublimità e di un’intimità impossibili da immaginare. Tocca a Lei, in questa situazione, anche un ruolo importantissimo nella santificazione e nella perseveranza di ognuno di noi. Proseguendo nella sua solida argomentazione, Grignion de Montfort dimostra in maniera brillante che Nostro Signore Gesù Cristo è il fine ultimo della devozione a Maria. Questo punto è fondamentale, poiché smonta i sofismi di tutti quanti obiettano contro la devozione alla Madonna, con il pretesto fallace che sia un ostacolo alla devozione al nostro Divino Redentore.

Schiavitù a Maria e le sue conseguenze

Il punto essenziale della “vera devozione” predicata da San Luigi Grignion è la consacrazione come schiavo d’amore alla Santissima Vergine. Una consacrazione che, sottolinea bene nel suo Trattato, è in realtà una consacrazione a Nostro Signore Gesù Cristo “per le mani di Maria”, espressione che egli ripete parecchie volte nella sua opera portentosa. Ad alcuni lettori forse provoca perplessità la parola schiavo, usata da San Luigi, adattandola da San Paolo (cfr. Fil 2,7), per designare la consegna totale a Gesù Cristo per mezzo di sua Madre Santissima. Tuttavia, spiega il Santo, si tratta di un perfetto rinnovo delle promesse del Battesimo, che ogni cattolico fa spesso nel corso della vita. Prima del Battesimo, spiega San Luigi, ogni essere umano è schiavo del demonio, poiché gli appartiene. Nel Battesimo, però, egli rinuncia solennemente a Satana, alle sue pompe e alle sue opere, e prende Gesù Cristo come suo Maestro e sovrano Signore, diventando suo schiavo d’amore. E conclude: “Lo stesso si fa nella presente devozione: ciascuno rinuncia (come si dice nella formula di consacrazione) al demonio, al mondo, al peccato e a se stesso, e si consegna totalmente a Gesù Cristo per mezzo di Maria”.14 Ma con un’importante differenza: nel Battesimo, i bambini si manifestano per mezzo della voce dei loro padrini; in questa devozione, la persona parla per se stessa, con piena cognizione di causa.

Lei non si lascia mai superare in amore

Proseguendo, Grignion de Montfort ci presenta vari motivi che ci raccomandano la pratica della vera devozione alla Madonna. Con essa, la persona si consacra interamente al servizio di Dio, senza pregiudicare i suoi doveri di stato; essa ci porta a imitare l’esempio di Gesù Cristo e a praticare la virtù dell’umiltà. Nel terzo motivo, l’autore sottolinea il profitto che traiamo da questa devozione. La Santissima Vergine, spiega, non Si lascia mai superare in amore e liberalità. Vedendo che uno si consacra a Lei totalmente per onorarLa e servirLa, “anche Lei Si dà per intero e in modo ineffabile a chi Le ha dato tutto. Lo immerge nell’abisso delle sue grazie, lo adorna con i Suoi meriti, lo appoggia col suo potere, lo illumina con la sua luce, lo infiamma col suo amore, gli comunica le sue virtù: la sua umiltà, la sua fede, la sua purezza, ecc. Ella Si costituisce sua garante, suo supplemento e suo tutto di fronte a Gesù”.15 Già questo è sufficiente per mostrare quanto siano imperscrutabili le grazie e i vantaggi che derivano dalla pratica di questa devozione. Ma c’è molto di più. Dato che la Vergine delle vergini ha relazioni specialissime con la Santissima Trinità, chi a Lei si consegna interamente come schiavo d’amore passa ad avere con la stessa Trinità una relazione molto più ricca, intensa e intima; cambiano anche le sue relazioni con la Sacra Eucaristia, poiché egli comincia a comunicarsi con Maria, in Maria, a causa di Maria e per Maria. Si può dire che entri in una nuova economia della grazia chi così si consacra a Maria. In sintesi, è completamente indescrivibile il comportamento di questa Vergine fedele con i suoi figli e schiavi. “Ella li ama, perché è la loro vera Madre, e una madre ama sempre i figli, frutto delle sue viscere; li ama per riconoscimento, poiché essi effettivamente La amano come la loro buona Madre; li ama perché, essendo predestinati, Dio li ama [..]; li ama perché si sono consacrati interamente a Lei e sono sua parte e la sua eredità”. 16 Più ancora: purché siano fedeli nella pratica di questa devozione, l’anima della Santissima Vergine si comunicherà a loro per glorificare il Signore; il suo spirito si metterà al posto del loro per esultare in Dio nostro Salvatore.17

Sull’odio del demonio al “Trattato”

Potremmo anche aggiungere qui lunghi passi di questo libro meraviglioso, ma ci sembra meglio invitare i lettori a percorrere le sue pagine e a lasciarsi guidare da questo devoto esemplare di Maria Santissima. San Luigi Maria Grignion de Montfort fu un Santo dotato di carisma profetico, che diventa manifesto in vari passi del suo Trattato e, soprattutto, nella preghiera intitolata Preghiera Infuocata. Leggendola ci sembra di sentire il fuoco sacro che ardeva nella sua anima di apostolo. In uno di questi passi, egli dichiara di prevedere chiaramente che animali frementi sorgeranno furiosi per ridurre a pezzi coi loro denti diabolici “questo piccolo libro e l’uomo di cui lo Spirito Santo Si servi per scriverlo”18, per lo meno, per nasconderlo in fondo a qualche armadio dove nessuno lo possa trovare. Si scoraggiò per tale prospettiva? Al contrario! Questa previsione incentivava in lui la speranza di un grande successo, ossia, il sorgere di “un numeroso squadrone di soldati di Gesù e di Maria, uomini e donne, per combattere il mondo, il demonio e la natura corrotta, nei tempi pericolosi a venire, più pericolosi che mai”.19 Si compì alla lettera la prima parte di questa profezia. San Luigi partì per il Cielo nel 1716, alcuni anni dopo aver scritto questo libro. Tuttavia, per diversi fattori, tra i quali la necessità di nascondere i preziosi manoscritti durante il periodo delle persecuzioni mosse dalla Rivoluzione Francese contro la Chiesa, solamente nel 1843 fu pubblicata la sua prima edizione. Quasi centotrenta anni di attesa.

Maria e gli apostoli degli ultimi tempi

Il grande Santo mariano si manifesta con risonanze profetiche anche quando si riferisce a “questi ultimi tempi”,20 nei quali Dio vuole rivelare e manifestare al mondo intero il capolavoro della creazione. “Maria deve risplendere più che mai in misericordia, in forza e grazia, in questi ultimi tempi”.21 In misericordia, spiega, per accogliere amorosamente i poveri peccatori che si convertiranno; in forza, contro i nemici incalliti di Dio e della Chiesa; in grazia, per animare e sostenere i valenti e fedeli servitori che si batteranno per gli interessi di Gesù Cristo. E conclude con questa affermazione: “Infine, Maria deve essere terribile per il diavolo e i suoi seguaci, come un esercito schierato in battaglia, Soprattutto in questi ultimi tempi, perché il demonio, sapendo che gli resta poco tempo per perdere le anime, tutti i giorni raddoppierà gli sforzi e gli attacchi. Egli susciterà presto crudeli persecuzioni e tramerà terribili imboscate contro i fedeli servitori e veri figli di Maria, molto più difficili da vincere”.22 Ma chi saranno questi “fedeli servitori e veri figli di Maria”? In una profezia infiammata d’amore per la Madonna, San Luigi traccia il loro profilo spirituale: “Saranno fuoco fiammante, ministri del Signore che attizzeranno ovunque il fuoco dell’amore divino. Saranno come frecce acuminate poste nella possente mano di Maria per trafiggere i suoi nemici”.23 “Ben purificati dal fuoco di grandi tribolazioni”, continua il Santo, questi schiavi della Vergine “avranno nel cuore l’oro della carità, nello spirito l’incenso della preghiera e nel corpo la mirra della mortificazione”.24 Come “nuvole tonanti che si muovono al soffio dello Spirito Santo”,25 verseranno la pioggia della Parola di Dio, faranno invettive contro il peccato, urleranno contro il mondo, fustigheranno il demonio e i suoi scagnozzi. In sintesi, “saranno veri apostoli degli ultimi tempi, ai quali il Signore concederà la parola e la forza per operare meraviglie e trionfare gloriosamente sui suoi nemici”.26 Essi “avranno in bocca la spada a doppio taglio della Parola di Dio; porteranno sulle spalle lo stendardo insanguinato della Croce, il crocefisso nella mano destra, il rosario nella sinistra, i sacri nomi di Gesù e di Maria nel cuore”.27 Quando e come, tuttavia, avverrà tutto ciò? Il modo e l’ora, solo Dio lo sa, ma San Luigi aggiunge una saggia indicazione: “A noi compete tacere, supplicare, desiderare e attendere”.28

Una speranza profetica

San Luigi Grignion de Montfort manifesta in questa sua grande opera la speranza che la stessa Regina del Cielo ottenga dal suo Divino Sposo che questo conduca un uomo eletto al più alto grado della vera devozione da lui preconizzata. Siccome l’essenza di questa devozione, spiega il Santo, consiste nell’intimo che essa deve formare, non sarà compresa ugualmente da tutti. Alcuni, in gran numero, si soffermeranno alla sua forma esteriore. Molto meno saranno quelli che entreranno al suo interno, salendo appena un gradino. Meno numerosi ancora saranno coloro che raggiungeranno alcuni gradini in più. Infine, s’interroga il Santo, chi s’identificherà del tutto con essa? E risponde: “Solamente colui al quale lo Spirito di Gesù Cristo rivelerà questo segreto e la cui fedelissima anima Egli stesso condurrà ad avanzare di virtù in virtù, di grazia in grazia, di luci in luci, fino a giungere alla trasformazione di se stesso in Gesù Cristo e alla pienezza della sua età nella terra e della sua gloria nel Cielo”.29 Come abbiamo accennato all’inizio di queste righe, aumenta ogni giorno il numero di persone che desiderano consacrarsi alla Santissima Vergine secondo il metodo di San Luigi Grignion. Sono uomini e donne, soprattutto giovani, di tutte le professioni e categorie sociali. Ci sono anche in alcuni paesi corsi online di preparazione a questa consacrazione. Il crescente interesse per praticare questa speciale forma di devozione alla Vergine Madre di Dio, e per mezzo di Lei a Nostro Signore Gesù Cristo, non sarà un segnale che stiamo vivendo giorni molto promettenti e già si intravede all’orizzonte il sorgere del Regno di Maria da lui profetizzato?

NOTE
1 Una volta “a Don Lépidi, OP, maestro del Sacro Palazzo, un’altra volta a Don Lhoumeau, procuratore-generale della Compagnia di Maria” (PEREZ, SJ, Nazario. Introducción. In: SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Obras. Madrid: BAC, 1954, p. 425).
2 Idem, ibidem.
3 Idem, ibidem.
4 Idem, ibidem.
5 SAN GIOVANNI PAOLO II, Redemptoris Mater, n. 48.
6 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT. Traité de la vraie devotion a la Sainte Vierge, n.13. In: Euvres Completes. Paris: Du Seuil, 1966, p.494.
7 Idem, ibidem.
8 CORREA DE OLIVEIRA, Plinio. Commenti al “Trattato della vera devozione alla Santissima Vergine”. San Paolo, 1951.
9 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT, op. cit., n.1, p.487.
10 CORREA DE OLIVEIRA, op. cit.
11 SAN LUIGI MARIA GRIGNION DE MONTFORT, op. cit., n.6, p.490.
12 Idem, ibidem.
13 Idem,n.7.
14 Idem, n.126, p. 566.
15 Idem, n.144, p.578.
16 Idem, n.201, p.620.
17 Cfr. Idem, n.258, p.660.
18 Idem, n.114, p.557.
19 Idem, p. 557-558
20 Idem, n. 50, p. 515
21 Idem, p. 526
22 Idem, ibidem.
23 Idem, n. 56, p. 520-521
24 Idem, p. 521
25 Idem, n. 57
26 Idem, n. 58
27 Idem, n.59, p.522.
28 Idem, ibidem
29 Idem, n.119, p.562.

Originally from: La Theotokos